PROGETTO DI SOSTEGNO AI RAGAZZI DI STRADA
DI NAIROBI
(DAGORETTI
CHILDREN IN NEED PROJECT)
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METODI, OBIETTIVI E RISULTATI DEL PROGETTO
“DAGORETTI”
Secondo una stima diffusa dal governo keniano,
Nairobi ospita circa 130 mila “ragazzi
di strada”. Si tratta in gran parte di
bambini abbandonati, giovani vittime della povertà
e dell’AIDS, orfani maltrattati, abusati,
emarginati, esclusi da ogni forma di assistenza
e di educazione, costretti a guadagnarsi la
vita nelle strade e a passare la notte nelle
discariche avvolti in semplici teli di plastica.
In swahili sono chiamati chokora: “quelli
che vivono grazie ai rifiuti”, gli “scarti”
della società.
AMREF-African Medical and Research Foundation
è impegnata da anni nelle baraccopoli
della capitale keniana con programmi di assistenza
medica e di sviluppo e con uno speciale progetto
di recupero dei ragazzi più bisognosi,
Child in Need Program. Il progetto interessa
attualmente un’ottantina di ragazzi, coinvolti
in piccole iniziative di microcredito, attività
sportive e educative, e prevede la costruzione
di un Centro di Accoglienza e di Riabilitazione
nel sobborgo di Dagoretti, in grado di alloggiare
circa 200 ragazzi e di ospitarne circa 480 per
varie attività di formazione e avviamento
professionale. Il progetto di AMREF è
diretto da John Muiruri, un assistente sociale
impegnato ormai da quasi vent’anni nel
recupero dei ragazzi di strada, ed è
seguito quotidianamente da un’equipe di
cui fanno parte educatori, un’antropologa,
un infermiere e numerosi volontari locali.
Il numero sempre crescente di giovani abbandonati
per le strade della città e l’insuccesso
delle tante strutture esistenti, hanno portato
AMREF a sviluppare un approccio integrato e
“olistico” al fenomeno dei ragazzi
di strada. Il Centro di accoglienza costituisce
infatti solo la parte strutturale del progetto,
ma il coinvolgimento delle comunità di
provenienza e una metodologia di relazione e
di lavoro fondata sulla responsabilizzazione
dei ragazzi e sul ricongiungimento familiare,
quale parte integrante e attiva del programma,
sono fondamentali nel raggiungimento dell’obiettivo
finale: il pieno reinserimento dei ragazzi nella
società civile.
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L’APPROCCIO COMUNITARIO: MOBILITAZIONE
E PREVENZIONE
Punto di partenza e vero cardine del progetto
è il pieno coinvolgimento della comunità
di Dagoretti, la moltiplicazione dei contatti
con la popolazione locale e la condivisione
degli obiettivi con i leader locali, politici
e religiosi. In questi mesi, gli esperti di
AMREF hanno organizzato incontri e discusso
le linee guida del progetto con insegnanti,
uomini di affari, gruppi religiosi, associazioni
di donne, e studenti. L’obiettivo è
quello di mobilitare e moltiplicare le energie
disponibili sul territorio per combattere a
monte ogni forma di abuso nei confronti dei
bambini, e per prevenire, a livello comunitario
e familiare, la formazione di quelle condizioni
di disgregazione sociale e di violenza che spingono
tanti giovani sulla strada. Particolare attenzione
è stata rivolta alla comunicazione con
i familiari di potenziali bambini di strada,
e al contatto con i giovani che già oggi
vivono sulla strada.
Ø L’EDUCAZIONE: REMEDIAL EDUCATION
E EDUCAZIONE DI BASE
L’educazione gioca un ruolo fondamentale
nel programma di AMREF. L’educazione,
infatti, rafforza l’autostima nei giovani,
fornisce loro un ruolo e un sostegno morale;
fa crescere la consapevolezza e la conoscenza
dei loro diritti; sviluppa il senso di responsabilità
e rafforza la partecipazione dei giovani agli
stessi programmi di recupero; sviluppa le capacità
e le attitudini necessarie per sopravvivere
alle difficoltà della vita di strada
(intuizione, intelligenza pratica, capacità
di organizzazione, immaginazione…). I
programmi di educazione prevedono due livelli
e differenti attività.
Il primo livello, detto “Remedial Education”
(Educazione Correttiva), insegna i ragazzi a
fare parte di un gruppo e di una classe, e facilita
il loro inserimento nel mondo della scuola fornendo
loro i primi rudimenti: lettura, scrittura,
matematica, swahili, inglese, disegno.
Il secondo livello, la cosiddetta “Educazione
di Base”, prevede l’iscrizione dei
ragazzi ai corsi regolari della scuola di stato
e richiede una stretta collaborazione con il
dipartimento e con i comitati scolastici delle
scuole municipali. AMREF sostiene i ragazzi
anche a questo livello, fornendo loro i materiali
scolastici (libri di testo, uniformi, penne);
monitorando il loro inserimento e i loro progressi;
creando comitati di genitori per la condivisione
della spese e la conseguente riassunzione di
un ruolo familiare; sostenendo le due scuole
locali con la creazione di biblioteche, l’ampliamento
degli spazi e la fornitura di materiali (banchi,
lavagne, eccetera). AMREF ha assicurato un’educazione
informale e preliminare a un’ottantina
di ragazzi. Quest’anno, i primi venti
ragazzi di strada sono stati iscritti regolarmente
a scuola.
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COUNSELLING E VISITE A CASA
Un’attività che viene svolta quotidianamente
dagli operatori di AMREF è il “counselling”,
o meglio la costruzione di un rapporto di fiducia
con i ragazzi volto a favorire loro eventuali
richieste d’aiuto e di consulenza nei
momenti difficili. Un processo molto delicato,
da sviluppare nel tempo e da “maneggiare
con cura”, nel corso del quale il ragazzo
progressivamente si “apre” e si
racconta, mettendo l’operatore di AMREF
nella condizione di guidarlo a individuare soluzioni
alternative ai problemi.
I consulti veri e propri possono essere individuali
o di gruppo. I primi, privati e molto confidenziali,
cercano di indirizzare prevalentemente casi
di abuso sessuale, violenze e sodomia. I consulti
di gruppo, più frequenti, affrontano
tutti i problemi più comuni: gli effetti
del consumo e dell’abuso di droghe, la
messa in discussione di atteggiamenti e comportamenti
violenti, l’importanza dell’igiene
e della salute, la risposata ad eventuali traumi
causati dalla morte di familiari o amici, da
violenze, eccetera.
I problemi individuati durante i consulti sono
registrati; i referti sono uno strumento fondamentale
per indirizzare e risolvere i problemi familiari,
ed eventualmente vengono sottoposti all’attenzione
di specialisti.
Un’altra attività che impegna a
fondo gli operatori e i volontari di AMREF è
il contatto con i nuclei familiari di appartenenza,
attraverso un percorso di ricerca e di conoscenza
imperniato sul dialogo con i ragazzi e sulle
visite periodiche alle famiglie. Le visite a
casa sono un passaggio cruciale sulla strada
della riunificazione familiare, permettono di
verificare le informazioni preliminari fornite
dai ragazzi, e forniscono agli operatori un
quadro di comprensione più vasto del
background familiare: livello di istruzione
(generalmente bassissimo), risorse, accesso
ai servizi elementari. Si dà corso alle
visite ogni volta che un bambino in tenera età
viene trovato sulla strada, quando il comportamento
dei ragazzi peggiora o mostra nuove e inattese
potenzialità, o quando un giovane viene
coinvolto in una nuova attività (scuola,
microcredito). Se ripetute nel tempo, le visite
permettono di instaurare un rapporto di fiducia
e di collaborazione, che può portare
alla partecipazione dei genitori, dei parenti
e dei vicini al processo di riabilitazione dei
giovani.
Gli operatori e i volontari di AMREF seguono
regolarmente circa quaranta ragazzi e hanno
visitato decine di famiglie e centinaia di persone.
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ASSISTENZA MEDICA E ALIMENTARE
Le ricerche mostrano che le condizioni di salute
dei ragazzi di strada non sono affatto buone
e che molti di loro sono già stati contagiati
dal virus dell’HIV-AIDS e da altre malattie
collegate.
La malnutrizione rappresenta la principale minaccia
alla salute: buona parte dei ragazzi di strada
ha un peso e un’altezza inferiore alla
media e dimostra qualche anno di meno della
sua età. Un altro grave problema sanitario
è la diffusione della droga: molti ragazzi
di strada inalano regolarmente colla e solventi
dannosi, per fuggire dalla realtà in
cui vivono e dimenticare i morsi del freddo,
della solitudine, della paura e della fame.
Nel lungo periodo, l’uso della colla danneggia
la salute, attaccando le vie respiratorie e
danneggiando la vista; l’abuso di solventi
chimici provoca inoltre repentini cambiamenti
d’umore e difficoltà di concentrazione.
Gran parte dei ragazzi che vivono sulla strada
non sanno cos’è l’assistenza
sanitaria, né quali sono le principali
norme igieniche da seguire. Il risultato è
che molti di loro muoiono in silenzio, in qualche
angolo lurido della città, a causa della
malnutrizione o di qualche infezione.
Il programma di AMREF garantisce un’analisi
clinica completa ad ogni ragazzo che raggiunge
il Centro e il diritto all’assistenza
medica in caso di necessità. I ragazzi
partecipano inoltre ad appositi corsi per la
prevenzione dell’AIDS e la lotta alla
droga, e a gruppi di discussione sull’igiene
personale e ambientale, per sviluppare tra di
loro e nella comunità la cultura della
prevenzione e della salute.
Un’altra chiave per tutelare la salute
dei ragazzi che partecipano al programma è
quella del soccorso alimentare. Ogni ragazzo
coinvolto dal progetto riceve due pasti caldi
e bilanciati al giorno. Negli ultimi due mesi
una quarantina tra ragazzi e ragazze hanno ricevuto
anche la colazione, fatta di porridge o di tè
e pane, dal lunedì alla domenica.
Da gennaio i ragazzi soccorsi ogni giorno dal
progetto saranno sessanta.
Corsi e seminari sui rischi connessi all’abuso
di droghe e alcol sono stati promossi anche
a livello comunitario, in collaborazione con
la “National Agency for drug control”
(Nacada).
>> EDUSPORT:
L’EDUCAZIONE ATTRAVERSO LO SPORT E IL
CALCIO
Il calcio offre un canale preferenziale per
entrare in contatto con i ragazzi di strada.
Da quando AMREF ha avviato il progetto, già
800 giovani di Dagoretti hanno preso parte al
programma denominato Edusport, un ciclo di attività
sportive – in primo luogo il gioco del
calcio – che mira a fornire ai giovani
nuove capacità e nuovi strumenti di socializzazione.
Attraverso
lo sport, gli operatori di AMREF sono in grado
di veicolare messaggi positivi: attenzione alla
vita sessuale e prevenzione dell’aids,
lotta alla droga e al fumo, rispetto della donna
e dei bambini, democrazia, igiene, attenzione
e cura del corpo. Il calcio, d’altra parte,
è molto di più di un esercizio
fisico, e aiuta i ragazzi a sviluppare il senso
del gioco e del lavoro di squadra, il rispetto
nei confronti dell’arbitro e dell’avversario,
la tolleranza.
Edusport ha avviato la formazione di giovani
allenatori-educatori capaci di diffondere la
propria esperienza e le tecniche sportive nelle
scuole comunitarie.
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ACTING FROM THE STREET: IL TEATRO PER
I RAGAZZI DI STRADA
Acting from the Street è un progetto
nel progetto, della durata di tre anni, reso
possibile dalla collaborazione con l’attore
e regista italiano Marco Baliani, con il sostegno
del Teatro delle Briciole di Parma e della Provincia
di Parma. L’obiettivo principale di “Acting
from the street” è quello di arricchire
il bagaglio umano, culturale e professionale
del personale di AMREF con nuove metodologie
di lavoro, comunicazione ed espressione, e di
fare del Teatro un innovativo e utile strumento
di socializzazione, formazione e recupero dei
ragazzi di strada di Nairobi.
Il percorso teatrale, avviato ad agosto con
un primo stage di una settimana, si articolerà
in più fasi e a diversi livelli, vedrà
la partecipazione di più personalità
dello spettacolo (attori, danzatori, scenografi)
e assicurerà la formazione di uno o più
formatori – attori locali in grado di
garantire la continuità e la riuscita
finale del progetto.
Il progetto di Marco Baliani e AMREF Italia
cercherà di spingersi oltre il ‘semplice’
training di gruppo, per dare luce a uno o più
eventi teatrali nei vicoli di fango di Nairobi
(e poi altrove, possibilmente anche in Italia),
proprio a partire dalle capacità e dai
talenti inespressi dei giovani emarginati della
Capitale. Una possibilità importante
di crescita, soprattutto, di affermazione personale,
e magari di riscatto economico, da parte di
chi oggi viene chiamato chokora, “spazzatura”.
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ASSISTENZA SOCIALE E MICROCREDITO
Nei casi più difficili, quando i ragazzi
vivono in condizioni di abbandono e di estrema
povertà, tali da rendere vano il sostegno
di base fornito dal Centro, gli operatori di
AMREF varano programmi specifici di intervento
e di recupero. L’assistenza sociale ai
ragazzi più bisognosi prevede la ricerca
e il sostegno delle famiglie, la distribuzione
ai giovani di cibo, medicine e altri beni di
soccorso, l’attivazione di consulti e
di visite specialistiche, e la promozione di
piccoli progetti di microcredito.
I ragazzi che hanno compiuto diciassette anni
vengono aiutati ad avviare elementari attività
generatrici di reddito, dalla pulizia delle
scarpe al lavaggio delle macchine. Gli operatori
di AMREF forniscono ai ragazzi le capacità
– attraverso specifici corsi di avviamento
professionale – e gli strumenti di partenza,
e monitorano i risultati conseguiti. Nell’ultimo
anno i progetti di microcredito hanno interessato
una ventina di ragazzi.
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ASSISTENZA LEGALE E DOCUMENTI DI IDENTITA’
I ragazzi di strada sono sottoposti ad abusi,
violenze e soprusi da parte delle stesse forze
dell’ordine. La polizia corrotta della
città spesso li picchia e li arresta
anche senza motivo, e nel carcere minorile i
ragazzi vanno incontro a nuovi maltrattamenti
e a nuovi abusi. Uno dei pretesti più
frequenti per legittimare le vessazioni, e l’impossibilità
dei ragazzi di produrre documenti di identità.
AMREF si adopera per aiutare i ragazzi di strada
maggiorenni a ottenere la carta di identità,
rintraccia i ragazzi che vengono portati in
prigione e promuove la loro assistenza legale,
quando è necessario. Negli ultimi mesi
decine di ragazzi hanno ottenuto i loro documenti
ufficiali (solo un primo passo per la riappropriazione
della propria identità sociale, e hanno
beneficiato delle consulenze legali assicurate
da AMREF.
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COSTI
Il sostegno annuale DA
PARTE DI AMREF ITALIA al progetto è di
180.000 euro.